Come sostituire una grondaia in pvc

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Se abbiamo problemi di tenuta stagna sul nostro tetto di casa, e magari scopriamo che il difetto riscontrato è dovuto ad un deterioramento della vecchia grondaia in PVC, possiamo sostituire quest'ultima con lo stesso materiale ed usando alcuni attrezzi. A tale proposito, ecco una guida su come sostituire una grondaia in PVC.

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Occorrente

  • Tubi e raccordi in PVC
  • Chiave a brugola
  • Collari ad U semplici e con staffa
  • Cemento
  • Seghetto alternativo o flex
  • Collante per le giunture del PVC
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Per iniziare ci preoccupiamo di smontare la vecchia grondaia, staccando quindi i vari collari di fermo e i raccordi oltre ai canali di scolo, utilizzando magari un seghetto per tagliare le parti in PVC più dure o gli stessi collari eccessivamente incastrati perché arrugginiti. A questo punto, dopo aver liberato del tutto la parte, possiamo procedere con il montaggio della nuova grondaia.

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Per prima cosa prepariamo tutto il necessario, ovvero i vari pezzi di cui si compone la grondaia e alcuni attrezzi da taglio, come ad esempio un seghetto alternativo oppure un flex. Con quest’ultimo infatti, come prima operazione tagliamo i profilati in PVC e man mano li proviamo stesso a terra, per constatare se ci sono incastri poco profondi oppure si tratta di allargare dei raccordi. Se tutto è a posto, allora possiamo salire sul tetto ed iniziare gradualmente la posa della nuova grondaia in PVC. I pezzi dunque vanno inseriti gli uni negli altri grazie proprio ai raccordi, peraltro utili per sagomare la grondaia in base alle naturali curve presenti sul tetto. Del collante specifico, va poi inserito ogni volta si collegano dei pezzi di PVC. Terminato il lavoro di costruzione dell’intero tratto di grondaia, procediamo con il fissaggio sul tetto. Per questa operazione applichiamo dei collari che fungono da fermo, ed hanno una tipica forma ad U con le due estremità filettate, in cui dopo aver fatto passare il tubo, si inserisce una piastrina e due dadi di bloccaggio.

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Dopo aver ottimizzato il risultato su tutti i collari, dando anche una buona stretta ai dadi con una chiave a brugola, passiamo ai tubi di scolo della grondaia, ovvero l’ultima sezione prima di completare del tutto il lavoro. I tubi di scolo vanno ancorati al muro, e in direzione del pozzetto di raccoglimento che in genere si trova al suolo. Anche in questo caso si usano dei collari, ma leggermente diversi; infatti, oltre alla parte ad U hanno anche una staffa sul semicerchio, che serve per ancorarli alle pareti con del cemento. Infine è importante sottolineare che il tubo di scolo deve essere distante dal muro di 2 centimetri, allo scopo di evitare che generando umidità, possa provocare muffa sulla parete stessa, con ripercussioni anche in quelle interne della casa.

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