Come scegliere la propria casa evitando brutte sorprese

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L’acquisto di un’abitazione è per molti il sogno della vita e per trasformarlo in realtà si è spesso disposti a sostenere sacrifici lunghi ed onerosi. In questa guida, in particolare, vedremo come fare per riuscire a scegliere correttamente la nostra casa, cercando di evitare brutte sorprese. Vediamo quali procedure seguire.

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Prima di iniziare le ispezioni sul posto, non meno importanti sono i documenti che dovremo richiedere al proprietario o all'agenzia. Se l’immobile ha già un proprietario, ottenere copia del suo atto di compravendita ci permetterà di raccogliere indicazioni interessanti (che andremo eventualmente ad approfondire) come ad esempio la presenza di servitù. Molto importante (e obbligatorio per le abitazioni costruite dopo una certa data), anche se ancora poco diffuso, è il fascicolo dell’opera nel quale sono raccolte tutte le informazioni necessarie per poter eseguire facilmente e in sicurezza le future manutenzione del nostro immobile. Per fare un esempio: non vi è mai capitato di dover fissare una libreria ad un muro e non sapere dove passano le tubazioni del bagno limitrofo o quelle dell’impianto elettrico? Bene, nel fascicolo troveremo tutte le informazioni che ci servono. Altro documento da richiedere e quindi studiare attentamente è il regolamento di condominio. Questo documento detta sostanzialmente le regole della convivenza comune. Non solo spiega come si svolgeranno le assemblee condominiali (l’organo che di fatto prende le decisioni più importanti che riguardano tutti i condomini) ed altre questioni di grande importanza, ma se abbiamo dei dubbi del tipo: a partire da che ora i bambini possono giocare nel giardino. Non dimentichiamo poi di richiedere le tabelle millesimali. Solitamente abbinate al regolamento edilizio, ci permetteranno di conoscere non solo il nostro potere decisionale in occasione delle assemblee condominiali (direttamente proporzionale ai nostri millesimi di proprietà), ma anche la nostra quota di spesa per la pulizie delle scale, per il funzionamento dell’ascensore, ecc. Nonché quella per futuri lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, ecc.

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Spesso il primo approccio concreto con l’abitazione che ha attirato la nostra attenzione avviene attraverso le planimetrie che ci mette a disposizione l’agenzia immobiliare. Se l’edificio deve ancora essere costruito non abbiamo scelta: per capire se vale la pena approfondire la conoscenza con l’oggetto del nostro desiderio ci dovremo accontentare dei disegni e, non dimentichiamolo, dei capitolati dove viene spiegato come sarà costruito il “nostro” immobile. Armati di doppio decimetro, matite e colori ne studieremo le caratteristiche (posizione, adiacenze, dimensioni, orientamento, lay out, ecc.), lo misureremo, lo arrederemo (facendo molta attenzione alle dimensioni degli oggetti che pensiamo di inserirvi), ne scopriremo finiture e caratteristiche tecniche. Ma se l’edificio è esistente allora, dopo il sempre necessario esame delle planimetrie, procederemo con il primo sopralluogo. Importante: non accontentiamoci di fare una semplice visita di piacere e portiamo con noi un metro (possibilmente di quelli metallici: più funzionali e semplici da usare) e un apparecchio fotografico (al giorno d’oggi quasi tutti i cellulari sono in grado di catturare immagini). Se l’immobile è abitato, non facciamoci problemi a chiedere ai proprietari di poter prendere delle misure, spiegandone tranquillamente il motivo: ci serviranno per verificare se quelle riportate nelle planimetrie sono corrette (credetemi: spesso ci sono errori rilevanti) e quindi se tutti i ragionamenti fatti a tavolino sono ancora validi (magari scopriremo che l’armadio a cui non vorremmo rinunciare per niente al mondo in realtà è troppo lungo…). E chiediamo anche, sempre senza timori, di poter fare delle fotografie che utilizzeremo come promemoria visivi quando, dopo il sopralluogo, inevitabilmente ci assaliranno i dubbi (del tipo: in quella camera il pavimento com’era fatto ?). Un ultimo consiglio per la prima visita: osservate bene i serramenti (accertatevi anche “cosa si vede” dalle varie finestre) e chiedete che tipo di vetro è installato (semplice, doppio, triplo, riflettente, ecc.); osservate se l’appartamento ha i termosifoni (sistema più datato) o invece un impianto di riscaldamento radiante (sistema più moderno); chiedete se l’impianto è centralizzato o autonomo; ricordatevi di dare un’occhiata alla caldaia e di farle una foto che possibilmente riprenda anche la targhetta con i dati principali (vi saranno utili per la richiesta di eventuali consulenze tecniche sulle sue caratteristiche).

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Se dopo la prima visita e le successive riflessioni a tavolino l’interesse continuerà ad essere vivo, allora sarà necessario organizzare un secondo sopralluogo sia per verificare sul posto eventuali dubbi (che solitamente saranno tanto maggiori quanto più grande sarà il nostro interesse…) sia per raccogliere ulteriori informazioni. Il consiglio è quello di fissare la visita in un orario in cui le abitazioni limitrofe siano con ogni probabilità occupate e quindi l’edificio e l’intorno siano a “pieno regime”. In genere l’orario migliore è quello prima di cena, forse un po’ scomodo per l’eventuale proprietario, ma vedrete che accetterà: voi volete acquistare, ma lui vuole vendere…. Questo ci aiuterà non solo a capire la bontà dell’isolamento acustico (credetemi: aspetto fondamentale per poter godere pienamente e serenamente la propria abitazione), ma anche le abitudini dei nostri potenziali futuri vicini che inevitabilmente andranno ad interferire (nel bene e nel male) con la nostra vita. A tal proposito, entrati nel vano scale, non prendiamo l’ascensore (se chi vi accompagna insiste ditegli semplicemente che soffrite di claustrofobia) e facciamo le scale, possibilmente almeno fino al piano soprastante quello dell’appartamento che stiamo andando a visitare. Già che ci siamo osserviamo lo stato di manutenzione e di pulizia delle pareti, del corrimano e degli scalini (ottimo indicatore sul comportamento dei condomini), ma sopratutto ad ogni pianerottolo ascoltiamo i rumori che fuoriescono dagli ingressi degli appartamenti e, aspetto da non sottovalutare, annusiamo gli odori (il vano scala è un enorme camino). Se poi l’edificio è dotato di altre parti comuni (garage, giardino, tetto piano accessibile), prima di concludere il sopralluogo non dimentichiamo di chiedere di visitarle ed osserviamo, ad esempio, come sono parcheggiati i veicoli, come è curato il verde, il grado di pulizia degli ambienti.

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Se anche dopo la nostra seconda visita, l’interesse non è mutato, allora è venuto il momento di fare due passi nell’intorno dell’edificio, possibilmente in un paio di occasioni distinte, a orari e giorni diversi: uno feriale ed uno festivo (nel caso di edificio da costruire questo sarà il nostro primo sopralluogo). L’ideale è fingere di avere già acquistato l’immobile e quindi calarsi in situazioni reali che faranno parte della nostra quotidianità. “Devo parcheggiare: dove sono i parcheggi più vicini? E ci sono posti liberi? Quanti veicoli ci sono parcheggiati lungo la strada? ”; “Devo fare la spesa: qual è il negozio più vicino e quale strada devo percorrere per raggiungerlo? ” E così via: per i giardini pubblici dove porteremo a giocare i nostri bambini, le scuole, le poste, il bar, l’edicola, la fermata dell’autobus, il casello dell’autostrada… Verifichiamo dove sono posizionati, ma anche quale strada dobbiamo fare per raggiungerli. E non accontentiamoci solo delle distanze, ma anche della qualità e quindi della sicurezza dei collegamenti e già che ci siamo osserviamo con attenzione anche l’eventuale presenza di elettrodotti o di antenne per le telecomunicazioni o per la trasmissione dati (talvolta sono mascherate).

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per ogni dubbio a cui non siete in grado di dare una risposta certa, affidatevi sempre ad un tecnico di fiducia.

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