Come Riconoscere I Mobili Antichi Neoclassici

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Lo stile neoclassico nacque tra il 1770 e il 1800, dopo gli scavi di Ercolano e Pompei. Le influenze maggiori furono quelle francesi, prima lo stile Luigi XVI e successivamente lo stile Impero. I centri di maggiore sviluppo si concentrarono in Piemonte e in Lombardia.
Nei passi successivi, in particolare, vedremo come fare per riuscire a riconoscere i mobili antichi neoclassici.

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Occorrente

  • attenzione ai dettagli
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Le caratteristiche essenziali a cui dobbiamo prestare attenzione sono le forme, dritte e geometriche. L'uso dell'intaglio è molto frequente, così come quello dell'intarsio, della doratura e della pittura. Le gambe di sedie e tavoli devono presentare una forma a fuso ed essere scanalate, oppure a forma di sciabola.

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Passiamo ora ad osservare i motivi decorativi, che si presentano, per quanto riguarda l'intarsio, con rosoni, trofei, architetture e scene di genere; per la pittura invece troveremo figure su legno in stile pompeiano, raffiguranti ghirlande, rosette, anfore e candelabri. I decori a intagli sono dorati o bronzei.

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Lo stile Adam si avvale di legno di noce, mogano, ebano, bois de rose, bois de violette e bronzo. I tessuti sono principalmente sete a fiori o a righe in tonalità chiare. Se vogliamo scegliere uno tra i pezzi più belli, optiamo per il cassettone intarsiato o per una console bianca decorata con oro.

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Con il diffondersi del verbo archeologico, anche gli arredi tendono ad assumere una rinnovata veste ornamentale. Tale novità ben si riconosce nell'affollarsi sulle superfici, per lo più lineari, di elementi plastico-scultorei in omaggio all'architettura classica: protomi, divinità, bucefali, clipei, strali, rosette, fregi militari, motivi a candelabra, foglie d acanto, modanature classiche, greche, pigne, perle, medaglioni, ovuli, rosoni e l'intero pantheon decorativo greco-romano prende ad ornare le parti strutturali ponendosi in polemica con le ultime esasperazioni del Barocchetto.

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Milano fu uno dei maggiori centri del Neoclassicismo Italiano: alla sua affermazione contribuirono artisti del calibro di Giuseppe Piermarini (1734-1808), incaricato ad esempio del restauro di Palazzo Reale nel 1769; Giuseppe Albertolli (1742-1839), collaboratore del Piermarini; il pittore Giuseppe Levati (1738-1828). In questo fervore di rinnovamento vennero rimodernati gli arredi di molti palazzi signorili con pezzi neoclassici di altissima qualità e perfetto equilibrio formale, prodotti nelle migliori botteghe lombarde. Intaglio, laccatura, doratura, tecniche poco usate negli anni precedenti, giunsero ora ad eguagliare le raffinatezze liguri e piemontesi.

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