Come lavare i filati acrilici

tramite: O2O
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Introduzione

Nell'industria tessile si fa largo uso dei filati acrilici, cioè filati che, per la maggior parte, derivano dalla polimerizzazione dell'acido acrilico. Tali fibre, che sono molto spesso conosciute con il loro nome commerciale (raion, lycra, ecc) vengono utilizzate per la produzione di capi di maglieria, calze, tappeti, pellicce sintetiche, tendaggi, tessuti per arredamento. Dal prezzo decisamente più basso rispetto alle fibre naturali, dimostrano anche una durata maggiore, a patto però che siano trattate nel modo giusto, quindi con particolari cure per il lavaggio e la stiratura (che molto spesso non è necessaria). Vediamo allora come lavare gli acrilici.

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Prima di lavare qualsiasi capo, anche non realizzato in acrilico, è assolutamente necessario leggere l'etichetta riportata al suo interno con le raccomandazioni per lavaggio e stiratura. Gran parte delle fibre acriliche possono essere lavate in acqua, sia a mano che in lavatrice, se però si raccomanda il lavaggio a secco, è necessario portare il capo in lavanderia per non rovinarlo. Fate attenzione inoltre ai capi che avete realizzato voi divertendovi con i ferri, l'uncinetto o utilizzando stoffa, ago e forbici. In questo caso le raccomandazioni per il lavaggio non sono presenti all'interno del capo, ma si trovano sull'etichetta dei filati o dei tessuti utilizzati.

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Qualora non fosse presente alcuna raccomandazione di lavaggio, bisogna tenere presente che le fibre acriliche non tollerano le alte temperature quindi è di primaria importanza non agire mai con l'acqua bollente. Di norma la temperatura consigliata è di 30/40 gradi anche perché le macchie tendono a "scivolare" su questo tipo di fibre, quindi i capi non sono mai molto sporchi.

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Il lavaggio è possibile sia a mano che in lavatrice. Con la lavatrice occorre optare per i programmi "delicati" che non presentano una centrifuga troppo energica ed è bene utilizzare anche un detersivo appropriato e non troppo aggressivo, quelli liquidi sono decisamente più adatti. Evitate poi di inserire nel cestello capi di diversi colori, vero è che gli acrilici di solito non stingono, ma è meglio sempre separare i capi per colore.

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Se invece si opta per il lavaggio a mano, si può utilizzare del detersivo per delicati o del sapone di Marsiglia. I capi non vanno strofinati troppo energicamente e il risciacquo, in acqua fredda, deve essere accurato. Ricordate, inoltre di non strizzare troppo gli indumenti perché finireste per sciuparli.

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Per l'asciugatura, chi possiede l'asciugatrice deve scegliere un programma adatto per i capi delicati, chi invece utilizza lo stendibiancheria, deve ricordare di non esporre i capi in pieno sole per troppe ore. D'altra parte gli acrilici asciugano piuttosto velocemente perché non si impregnano d'acqua come lana e cotone. Attenzione poi al momento della stiratura, controllate sempre l'etichetta per sapere se il calore del ferro da stiro è tollerato, in caso contrario finireste per rovinare il tessuto.

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