Come coltivare i peperoncini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il peperoncino è una pianta della famiglia delle Solenacee ed è stato introdotto in Europa dall'America già nel secondo viaggio di Cristoforo Colombo, nel 1493. Attualmente viene però coltivato in tutto il mondo per i suoi molteplici utilizzi in cucina e i suoi importanti benefici. Nella guida che segue illustreremo come coltivare questa pianta.

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Clima

Il peperoncino proviene dai climi tropicali dove tra l'altro è una pianta perenne. Da noi si è ben acclimatata ma con qualche riserva. Predilige una temperatura non inferiore ai 15°, non sopporta le gelate e gli sbalzi climatici. Non essendo una pianta ingombrante, può dimorare sia in un vaso all'aperto che nel terreno, ma con dovute precauzioni, per le circostanze che abbiamo citato. Nei luoghi freddi si può ovviare costruendo una piccola serra, per le varietà che invece non sopportano l'insolazione troppo pronunciata, basta un luogo riparato e all'ombra.

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Il Capsicum

La varietà più utilizzata come coltura è la Capsicum annuum ma presso vivai e supermercati ne possiamo trovare di diverse come dimensioni e colori. Se abbiamo il pollice verde e amiamo prenderci cura delle piante, possiamo partire dai semi, acquistandone una bustina, in alternativa, ci sono piantine già pronte da mettere a dimora all'aperto, non appena le temperature primaverili si stabilizzeranno.

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La seminatura

Per la seminatura, dobbiamo preparare un semenzaio tra febbraio e marzo utilizzando terra ricca di sostanze organiche, sciolta e miscelata con della ghiaia per favorire il drenaggio. La semina avviene praticando dei piccoli fori nel terreno ad una distanza di circa 15 cm l'uno dall'altro. Il luogo dove poniamo il semenzaio deve essere riparato dai venti e dalle gelate e ben soleggiato. In questa prima fase sono importanti le innaffiature regolari ma non troppo abbondanti.

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Il trapianto

Una volta messe a dimora le piantine, dopo due settimane circa, le piantine sono pronte per il trapianto in vaso o in piena terra. Durante la crescita, il terreno va innaffiato solo quando completamente asciutto in superficie, senza abbondare troppo perché la piantina è faciile alla marcescenza. Dalla messa a dimora al raccolto, dobbiamo periodicamente sarchiare (zappatura superficiale) il terreno, per evitare la crescita di piante infestanti.

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Le condizioni ideali

Durante la maturazione può accadere di vedere foglie ingiallite, questo per la mancanza di luce o di acqua, quindi provvediamo a ristabilire le condizioni ideali per la pianta. Altre volte, possiamo notare, la presenza di fastidiosi animaletti che infestano foglie e rami. In questo caso, dobbiamo prestare attenzione ai ristagni d'acqua e provvedere alla disinfestazione, se necessaria, con prodotti naturali.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per ottenere frutti più piccanti, ridurre l'apporto di acqua nei giorni precedenti alla raccolta.

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