Come ristrutturare il proprio balcone

di Roberto Politi difficoltà: media

Come ristrutturare il proprio balcone Con il passare del tempo i balconi delle nostre case diventano sempre più fragili, a causa di agenti atmosferici quali pioggia, vento, neve, sole, ma anche a causa di stress di sovraccarico e terremoti, ebbene quindi avviare delle procedure di restaurazione al fine di evitare inconvenienti in termini di sicurezza. Andremo quindi ad illustrare come restaurare il nostro balcone, ma soprattutto come prevenire l'indebolimento dello stesso. E vedremo come ristrutturare il tutto.

Assicurati di avere a portata di mano: Spazzola di metallo Pennello Antiruggine calcestruzzo epossidico Spatola o cazzuola Fondo e vernice

1 Prima di avviare procedure di ristrutturazione, bisogna capire quali sono state le cause che hanno portato all'indebolimento, nella maggior parte dei casi, deriva dall'infiltrazione di acqua piovana all'interno di fessure che si sono create con il passare del tempo. E bene ricordare che la ristrutturazione di un balcone non è di semplice risoluzione, bisogna quindi farsi aiutare da esperti nel campo. Una volta individuate le cause, andiamo a preparare il nostro ambiente di lavoro.

2 Il balcone è sostenuto da una serie di pilastri orizzontali, andiamo quindi per prima cosa a controllare che le travi (solitamente composte da acciaio) non siano arrugginite, se qualora lo fossero possiamo utilizzare dei composti antiruggine e una una spazzola, togliamo quindi tutta la ruggine, altra fondamentale verifica da fare e se il balcone è in sovraccarico, il balcone deve essere quasi (4°) perpendicolare a l'asse verticale della nostra casa se non lo fosse contattate una ditta di esperti del settore.

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3 Una volta riparate le travi, e bene ricoprirle con del calcestruzzo epossidico (cercate di usare lo stesso tipo di quello del vostro balcone, in quanto potrebbero crearsi delle crepe con gli sbalzi di temperatura) al fine di evitare che l'acqua possa avviare un nuovo processo di arrugginimento, iniziate quindi attraverso una cazzuola a passare un primo strato, quando si sarà indurito ripetete il passaggio fino a quando la fessura non sarà completamente ricoperta.. 

4 Una volta risolte le problematiche strutturali, altro componente da controllare è la ringhiera, nella maggior parte dei casi è in ferro, ma può anche essere in legno. Andiamo per prima cosa a controllare che la struttura sia solida e ben fissata (solitamente su quattro punti) al balcone, se constatiamo delle vibrazioni nel momento in cui la si tocca e bene controllare i collegamenti con la base, molto spesso i fori su cui è fissata si usurano, andiamo quindi a inserire del cemento per rafforzarli. Altra procedura da fare più spesso è controllare lo stato della vernice sia per una questione estetica sia in termini di sicurezza (la ruggine corrode il ferro e lo indebolisce).

5 Per la ristrutturazione della ringhiera. Il nemico numero uno delle ringhiere, così come di qualunque manufatto di ferro, e la forma di corrosione, laddove l'ossidazione del ferro avviene grazie alla presenza di acqua, la quale mette a disposizione parte dell'ossigeno necessario alla reazione chimica". Prima di passare alla verniciatura, la ruggine va rimossa completamente, Per eliminare la ruggine i sistemi sono essenzialmente meccanici: carta vetrata o spazzole d'acciaio (a mano o con utensili elettrici). Una volta terminata la pulizia, pulire con diluente da lavaggio. Se in alcuni punti vi è ruggine residua, applicare dei prodotti che bloccano la diffusione. Solo ed esclusivamente sulle zone ancora coperte da ossidazione (agisce chimicamente solo sulla ruggine, è perfettamente inutile su ferro integro). Passate 24 ore, a reazione completata, procedere con il ciclo di verniciatura qui sotto spiegato. Sulle zone che risultano scoperte dopo la pulitura, cioè dove è visibile il metallo e non ci sono più tracce di vecchia vernice, applicare una mano di antiruggine. È un prodotto di fondo che serve sia a migliorare l'aderenza del successivo smalto, sia a proteggere il ferro dalla corrosione. Se il ferro è nuovo, chiaramente, l'antiruggine va applicata sull'intera superficie, Si sconsiglia di rimuovere la vecchia vernice completamente quando questa è in discreto stato e perfettamente aderente. Ad essiccazione avvenuta dell'antiruggine, si passa alla fase finale. L'ideale è applicare due strati di smalto sintetico o all'acqua, intervallati di diverse ore (24 col sintetico, 6 con quello all'acqua, ma è sempre bene verificare leggendo le istruzioni sul barattolo). La tecnica applicativa è molto libera e soggettiva, perché l'unica cosa importante è spalmare il prodotto in modo omogeneo su tutta la superficie (inutile tentare rifiniture di pregio dove occorre solo protezione e dove, con gli anni, è inevitabile notare cumuli di prodotto stratificato). Si può usare il pennello tipo radiatori (lungo con manico pieghevole) per raggiungere le parti esterne della ringhiera, oppure un rullo a pelo rasato (sempre con manico lungo). Col pennello la finitura sarà più liscia e, in generale, più governabile l'applicazione dello smalto, ma anche con il rullino si ottengono buoni risultati. Converrà trattare con particolare attenzione tutte le parti in orizzontale, poiché sono le più esposte all'usura, la quale deriva dall'azione del vento (una sorta di carta vetrata a grana molto fine ma continua) e dalla pioggia. NOTA nel caso il processo di ossidazione non sia limitato allo strato superficiale, ma si notino dei veri e propri buchi sul ferro, non basta la semplice carteggia tura ed è sempre meglio curare il male all'origine (la ruggine non arriva da fuori ma, strano a dirsi, da dentro)

Come ripulire vari metalli da ossidazione e ruggine Come sostituire la ringhiera di una balcone Come verniciare le ringhiere Come eliminare la ruggine da un cancello di ferro

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