Come riciclare l'olio della frittura

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

L'olio della frittura è, quasi sicuramente, uno dei maggiori residui che vengono prodotti dalle cucine italiane, sia private che dei ristoranti. Infatti, secondo gli studi recenti che sono stati fatti, ogni italiano ne produce circa 4 kg. Il problema di questo rifiuto di olio, tenendo in dovuto conto gli alimenti fritti che arrecano danni al nostro organismo, è l'errata abitudine allo smaltimento; quest'olio, generalmente viene buttato nel lavandino della cucina. Ciò contribuisce non solo al malfunzionamento delle fognature, degli impianti di depurazione comunali, ma inquina anche i corsi d'acqua e la terra. Nello specifico provoca effetti devastanti sia alla natura che alla nostra salute. Per questo motivo è fondamentale una maggiore informazione su come riciclare l'olio di frittura anche perché è previsto dalla legge.

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Riciclare questo rifiuto per ottenere altri prodotti

Naturalmente occorre uno sforzo civico da parte di tutta la popolazione; in questo modo, riciclando questo rifiuto, possiamo ottenere dei prodotti di altro genere che utilizziamo tutti i giorni. Così facendo non solo salvaguardiamo l'ambiente e la nostra salute, ma possiamo ridurre i costi di acquisto di alcuni prodotti. Per riuscire in questo intento è indispensabile dare delle informazioni utili ed educare ogni cittadino circa il rischio a cui si va incontro.

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Portare l'olio della frittura presso i centri autorizzati alla raccolta

Tuttavia, l'olio della frittura va raccolto in contenitori (magari utilizzando le stesse bottiglie al momento dell'acquisto) e che dopo il suo utilizzo bisogna portarlo presso i centri autorizzati alla raccolta. Questi ultimi, poi, devono provvedere a smistarlo nelle strutture idonee per il riciclo. Purtroppo in alcuni posti dell'Italia questi centri di raccolta tardano ad andare in funzione e questo non aiuta. Però, col passare del tempo e grazie all'aiuto di associazioni come il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento di oli e di grassi vegetali) questa mancanza si sta velocemente riducendo.

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Salvare la natura e anche l'economia

L'olio della frittura può essere riutilizzato per produrre biodiesel, lubrificanti vegetali ed ecologici; questi prodotti sono utili per quanto riguarda le macchine che operano nel settore agricolo. Inoltre, si può produrre sapone (glicerina) ed anche combustibile per il riscaldamento degli edifici. Come si può notare il suo riciclo è un affare economico non trascurabile: le 280.000 tonnellate che l'Italia produce annualmente possono fruttare un valore economico di circa 84 milioni di euro annui. Tocca a noi a salvare la natura e di conseguenza anche l'economia.

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