Come lucidare i mobili con la gommalacca

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Con il passare del tempo e con l'utilizzo, i mobili presenti all'interno della nostra abitazione potrebbero danneggiarsi per cui per poterli continuare ad utilizzare dovremo necessariamente ripararli. In questi casi, per riparare i nostri elementi di arredo, preferiamo recarci presso delle falegnamerie, in modo che degli operai specializzati possano eseguire per noi la lavorazione desiderata riportando il nostro mobile allo stato iniziale. Il costo di questo intervento, può tuttavia risultare molto elevato, tanto da spingerci ad acquistarne uno nuovo. In alternativa potremo riparare con le nostre mani il mobile danneggiato risparmiando moltissimi soldi e per farlo dovremo semplicemente seguire alcune indicazioni che troveremo all'interno delle varie guida presenti su internet. Nei passi successivi di questa guida, in particolare, vedremo come fare per riuscire a lucidare i nostri mobili con la gommalacca.

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Occorrente

  • guanti
  • gommalacca
  • tampone
  • pennello
  • alcool denaturato
  • macherina
  • cera
  • polvere di pomice
  • panni morbidi e asciutti
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Iniziamo col dire che la gommalacca non ha eguali in questo campo, perché dona al nostro mobile una lucentezza ed una piacevolezza al tatto molto particolare. Questo prodotto viene venduto solitamente in scaglie, quindi necessita di una fase di preparazione prima dell'utilizzo che consiste nel far sciogliere le scaglie in alcool a circa 95°/99° gradi.

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Può sembrare una sciocchezza eseguire il tutto, ma bisognerà armarsi di molta pazienza e dedizione per far si che il lavoro finale sia di ottima riuscita. Questo tipo di lavoro viene meglio definito come lucidatura a tampone proprio perché necessita della presenza di un tampone, solitamente costituito da uno strato interno di lana avvolto da una tela di lino.

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Le fasi in cui si suddivide il nostro lavoro di lucidatura sono sostanzialmente 3: pomiciatura, lucidatura e brillantatura. "LA POMICIATURA" ha lo scopo di rendere il legno visibilmente omogeneo e privo di fori antiestetici. In questa prima fase ci serviremo di polvere di pomice che va apposta sulle zone che ne necessitano, per poi essere fissata all'interno dei fori o delle fessure tramite il tampone imbevuto di gommalacca che va passato sopra di essi in maniera abbastanza energica e ripetuta, finché il risultato non sarà ottimale.

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Per "LA LUCIDATURA" si necessita sempre di un tampone (obbligatoriamente nuovo), e si inizia imbevendolo di gommalacca, leggermente più diluita rispetto alla prima fase, spalmandolo sulla superficie di legno solitamente seguendo le venature di quest'ultimo. Questo procedimento richiede più mani, divise in più giorni, in modo che ci sia il tempo di far asciugare il lavoro precedente.

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Infine "LA BRILLANTATURA" non è altro che il tocco che manca per un lavoro perfetto. Anche qui lo strumento fondamentale è lo stesso, ovviamente differente dai precedenti, e ancora imbevuto di gommalacca, molto più diluita. Questa volta i movimenti da compiere sono veloci e lievi in modo da eliminare possibili sbavature delle fasi precedenti e donare quella lucentezza desiderata.

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